Del Salone del Libro

Lunedì sono andata al Salone del Libro. In quanto insegnante e traduttrice accreditata, così almeno non pagavo il biglietto d’ingresso… e visto che per me il salone è un’enorme libreria in cui spendere dei veri capitali, già risparmiare sull’ingresso non è male, tutto sommato ci esce un libro in più!!!

Quello che non avevo calcolato è che lunedì, insieme ai “professionali” ci sarebbero state anche le scolaresche… orde di ragazzini di età variabile dal periodo elementari (che a parte la visita a Geronimo Stilton si sono fatti due palle, povere stelline, che era palese fossero lì non per interesse loro ma per fare un favore alle maestre che li accompagnavano), a quello medie-primi anni di liceo sciamavano schiamazzanti, urtando strafottenti tutto e tutti con l’aria di chi un libro non l’aveva mai preso in mano se non costretto. Ora, capisco che una gita è sempre una gita, ma non era meglio Gardaland?!?

Tutti gli stand di editori che pubblicano i vari Moccia ed emuli erano assolutamente inavvicinabili, pieni di fanciulle accalcate, sedute, che dicevano cose senza senso tipo “Ma in quello stand là cosa c’è?” “Non so, libri… ma non romanzi, libri-libri”… Saggi, ca**o, si chiamano saggi, non libri-libri!!!.

Quanto amo la Generazione-Moccia!!!

E così mi sono foderata le orecchie per non sentire troppe castronerie, corazzata per rispondere a spallate e zainate, e col mio elenco di libri da cercare mi sono lanciata nei labirinti dell’esposizione (che non so se l’avetye mai notato, ma nel soprattutto nel primo padiglione i corridoi al di sopra e al di sotto della Linea Maginot centrale non sono per niente simmetrici… e io dopo un po’ non so più se in uno sono già passata oppure no).

Morale della favola, dei libri che cercavo con maggior interesse (di un’unica casa editrice che esponeva nel primo stand davanti all’entrata):

  • 3 erano in ristampa (quando si dice avere culo!);
  • 2 erano “mah, non so, quello c’era, mi sa che lo abbiamo finito” (ok, devo aver fatto un dispetto alla mia fata portafortuna…);
  • 1 trovato in un altro stand! Tanto non era per me, ma per la mamma…
  • 2 della casa editrice Adelphi erano aumentati circa del 15% rispetto al catalogo che avevo a casa… e mi dispiace tanto ma “La Dea bianca” di Graves a 45,00€ non l’ho comperato neanche stavolta!
  • 1 sempre all’Adelphi, il Van Gulik, una sorta di bibbia per chi studia la cultura cinese… c’era, l’ho trovato… solo che sul mio catalogo era dato a 32,50€ (caro ma fattibile), mentre nella realtà costa 80,00€… MA SIAMO PAZZI?!? Non ho bisogno di specificare che l’ho lasciato sullo scaffale, vero?!?

Ma in compenso sono riuscita a tornare a casa con 5 libri nuovi (e quintali di cataloghi), tra cui il testo citato al post precedente. A parte quello che è un romanzo, tutti gli altri sono “libri-libri” e tra loro un testo fondamentale nell’economia della vita moderna: “Il metodo antistronzi”. Mi lancerò a breve nella lettura!!!

Il metodo antistronzi